Habitation Velier è una linea di rum selezionati, curata da Velier, azienda italiana nota per portare in Europa distillati di alta qualità e storici carichi di carattere.
Questo rum nasce alla Worthy Park Estate, in Jamaica, una delle distillerie storiche dell’isola, attiva sin dal XVIII secolo. Worthy Park è nota per produrre rum esclusivamente in pot still, mantenendo uno stile autentico e tradizionale.
La sigla WPM indica il marque della distilleria, ovvero il codice che identifica il livello di esteri e il profilo aromatico. Non siamo ai livelli estremi dei cosiddetti “high ester” più radicali, ma il WPM si colloca in una fascia medio-alta: abbastanza intenso da esprimere chiaramente il carattere jamaicano, ma senza sconfinare nell’eccesso più estremo.
Il 2006 è stato distillato in alambicchi Forsyths a doppia retorta, in puro stile tradizionale jamaicano, e poi invecchiato tropicalmente in clima caraibico per diversi anni prima di essere imbottigliato ad alta gradazione, senza zuccheri aggiunti, senza coloranti, senza filtrazioni invasive. È rum nella sua forma più autentica.
Worthy Park | Jamaica
Alambicco:
La distilleria utilizza un Forsyths double retort pot still, in funzione dal 2005 e modificato nel 2017.
Co-bottlings:
Dal 2015 al 2017 non è stato possibile utilizzare il nome Worthy Park; di comune accordo con la distilleria, le edizioni Habitation Velier sono state quindi presentate con il nome dell’alambicco e con la sigla WP, acronimo di Worthy Park.
A partire dal 2017 è stata concessa l’autorizzazione all’uso ufficiale del nome, e gli imbottigliamenti hanno iniziato a essere effettuati direttamente presso la distilleria.
I Worthy Park bianchi di Habitation Velier sono stati realizzati attraverso una particolare tecnica di fermentazione, che ha portato alla creazione di un rum mai imbottigliato in precedenza. Le annate 2005, il rarissimo 2006 WPE e il 2007 rappresentano i primi imbottigliamenti originali di Worthy Park.
Appunti del sommelier
Analisi sensoriale
Nel bicchiere si presenta con un colore ambrato profondo, caldo, con riflessi dorati e ramati. La consistenza è importante.
Al naso l’impatto è immediatamente jamaicano. Non è discreto, non è timido. Si apre con una nota di frutta matura intensa: banana molto matura, ananas caramellato, mango, quasi un accenno di frutta tropicale fermentata. Subito dopo emerge quella tipica impronta “esterica” che ricorda la colla naturale, la vernice fresca, il solvente leggero — elementi che nel rum jamaicano non sono difetti, ma firma stilistica.
Al sorso l’ingresso è pieno, quasi esplosivo. La gradazione si percepisce, ma non è aggressiva: è energia pura. La bocca è ampia, ricca, con una texture quasi oleosa. La componente fruttata torna potente, accompagnata da una vena acida e vibrante che mantiene il rum vivo. Si percepisce la profondità della fermentazione lunga, la complessità degli esteri, e allo stesso tempo la solidità della distillazione in pot still, che dona struttura e tridimensionalità. Il finale è lungo, caldo, persistente.

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