Il Providence 2020 rappresenta l’evoluzione naturale del progetto haitiano nato a Port-au-Prince: meno “istintivo” rispetto alla prima annata, ma più centrato, più leggibile.
Sempre prodotto da succo fresco di canna, con fermentazioni spontanee e distillazione in alambicco Müller, mantiene il legame con il mondo dei clairin, ma si muove con maggiore precisione verso una nuova categoria: un rum artigianale haitiano moderno.
Se il 2019 era una dichiarazione, il 2020 è già un linguaggio.
Appunti del sommelier
Analisi sensoriale
Nel bicchiere è cristallino, brillante, con una consistenza leggermente più morbida alla rotazione.
La canna fresca resta protagonista, ma è accompagnata da note più pulite di agrumi lime, cedro e da un floreale delicato. La componente “selvaggia” è ancora presente, ma più composta, quasi educata.
Al sorso è equilibrato, dinamico ma meno spigoloso. L’attacco è fresco, con una bella tensione, ma la progressione è più rotonda: agrumi, erba fresca, una lieve nota minerale e una speziatura bianca più integrata. Il finale è pulito, lineare, con una persistenza elegante che gioca su freschezza e naturalità.

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