Il Providence 2019 nasce a Port-au-Prince, da un progetto unico sviluppato insieme alla famiglia Linge e sostenuto da Velier. È il tentativo riuscito di riportare ad Haiti una produzione di rum a distillazione discontinua, strutturata ma fedele all’identità locale.
Il primo Providence che include barili invecchiati, dal numero 3 al numero 27, tutti ex-Caroni.
È prodotto da succo fresco di canna da zucchero, con fermentazioni spontanee e un approccio che unisce sapere artigianale e precisione tecnica. La distillazione avviene in alambicco Müller, e il risultato è un distillato che si colloca a metà strada tra il mondo dei clairin e quello dei rum più “classici”.
Appunti del sommelier
Analisi sensoriale
Nel bicchiere si presenta limpido, luminoso, quasi cristallino, con una consistenza viva.
Erba tagliata, fiori bianchi e un accenno agrumato che ricorda lime e pompelmo. C’è una nota leggermente selvaggia, ma mai disordinata è Haiti, ma con una nuova precisione.
Al sorso è teso, vibrante, quasi verticale. L’ingresso è secco, con una bella energia acida che porta freschezza. Si sviluppano note vegetali, agrumi, un tocco salino e una leggera speziatura bianca. Il finale è pulito, persistente, con una chiusura fresca e una firma agricola elegante che resta a lungo.

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