Dall’ossessione per l’eccellenza coltivata per oltre un secolo, il Trentodoc che si candida a diventare l’icona delle bollicine rosé italiane.
Il 2008 è stato un anno caratterizzato da temperature e piovosità di sopra delle medie di stagione. Le precipitazioni sono state particolarmente intense nel periodo primaverile e all’inizio dell’estate, rendendo impegnativa la campagna fitosanitaria. In agosto il tempo stabile e soleggiato ha consentito una buona maturazione delle uve, unita a un profilo aromatico molto interessante.
Appunti del sommelier
Analisi sensoriale
Rosa melograno brillante e perlage finissimo e persistente.
Delicato ma preciso come un bisturi, si mangia con il naso, la rosa ed il geranio, fragoline di bosco, nespola, melograno e papaya, moka di caffè e mandarino cinese, wafer alla nocciola e bagna di pasticceria, la cannella e la vaniglia, polvere da sparo e crema al cioccolato.
Seta liquida, lunghissimo e persistente, dona emozione e pace al palato.
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