Habitation Velier è una linea di rum selezionati, curata da Velier, azienda italiana nota per portare in Europa distillati di alta qualità e storici carichi di carattere.
Il Habitation Velier Hampden DOK 2017 non è semplicemente un rum ad alta intensità. È uno dei vertici assoluti della produzione high-ester mondiale. È un distillato che rappresenta la massima espressione della fermentazione tradizionale Hampden.
Per comprendere questo rum bisogna partire dal significato di DOK.
DOK è uno dei marque storici di Hampden Estate.
È il più alto livello di esteri regolarmente prodotto dalla distilleria, con valori che superano i 1500 g/hlpa (grammi per ettolitro di alcol puro).
Per dare un riferimento:
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Un rum leggero da colonna può avere meno di 100 g/hlpa
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Un jamaicano “medio” può stare tra 200 e 400
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Un high ester importante può arrivare a 700–800
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Il DOK va ben oltre
Questo significa fermentazioni lunghissime, utilizzo di dunder, muck pit, acidificazione naturale e una gestione della microbiologia quasi artigianale.
Il 2017 è distillato in pot still a doppia retorta Forsyths, maturato tropicalmente e imbottigliato senza zuccheri aggiunti, senza coloranti, senza filtrazioni aggressive. È puro, tecnico, radicale.
Alambicchi:
Attualmente Hampden possiede sei alambicchi pot still operativi, il più vecchio è il John Dore, installato nel 1960 e dalla portata di 2000 galloni (9.092 lt). Gli altri sono: Un Vendome del 1994 dalla capacità di 5000 galloni (22.730 lt); Un Forsyth del 2010 dalla capacità di 5000 galloni (22.730 lt); un pot still TNT del 2016 costruito in Sudafrica dalla capacità di 5000 galloni (22.730 lt); due nuovi Forsyth, entrambi del 2020, anch’essi dalla capacità di 5000 galloni (22.730 lt).
Co-bottlings:
Nel 2016 Habitation Velier imbottiglia il primo Hampden della storia: Hampden 2010, mark HLCF, con 550 g/hl di esteri. In seguito imbottiglia, sempre per la prima volta, i mark LFCH, LROK, HLCF, HGML, <>H, C<>H. A oggi gli imbottigliamenti di Habitation Velier sono 13, di cui 2 white, 6 aged provenienti da mark differenti, e altri 6 imbottigliamenti esclusivi dedicati ai principali eventi internazionali del mondo del rum e una versione limitata per il mercato americano.
Appunti del sommelier
Analisi sensoriale
Colore dorato. La concentrazione visiva è evidente: roteandolo si notano archetti lenti, viscosi.
L’impatto è esplosivo. Non è un rum che si lascia avvicinare timidamente. È un’esplosione aromatica quasi tridimensionale. Le prime note sono potentemente esteriche: solvente fine, colla naturale, vernice fresca — ma non sgradevoli. Sono intense, penetranti, ma incredibilmente precise. Subito dietro arriva una valanga di frutta tropicale ipermatura: ananas fermentato, banana quasi nera, mango stramaturo, papaya, maracuja. È come entrare in un mercato tropicale sotto il sole, dove la frutta è al limite della sovramaturazione. Con l’aria emergono sfumature lattiche, yogurt alla frutta, burro fermentato, una componente quasi casearia che testimonia la profondità microbiologica della fermentazione. Poi agrumi canditi, scorza d’arancia amara, una nota salmastra, quasi marina. È un naso che non finisce mai. Ogni inspirazione rivela un dettaglio diverso.
Al sorso l’ingresso è potente, quasi shockante se non preparati. La gradazione amplifica tutto, ma la struttura è sorprendentemente coerente. Non è disordinato. È enorme, ma preciso.La bocca è densa, oleosa, vibrante. La componente fruttata è esplosiva, accompagnata da una vena acida che mantiene tensione e allunga il sorso. C’è una nota acetica controllata, mai eccessiva, che dona dinamismo. La sensazione è quasi elettrica. Non è un rum dolce. È intenso, secco, strutturato. È un rum che riempie ogni angolo del palato. Il finale è lunghissimo. Rimane la frutta fermentata, una spezia piccante, un accenno balsamico, e quella firma high-ester che continua a vibrare per minuti.

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